Casaralta Che Si Muove

PrimaVeraFestaPista 2016

Ecco le parole di un socio che descrivono bene come si è svolta la festa dello scorso 22 maggio… ed ecco un po’ di foto per chi se l’è persa!

 

Cari amici,

ho vissuto la festa molto piacevolmente.

Gli ospiti sono stati tutti tanto, tanto bravi e anche gli amici astrofili (erano numerosi), ci hanno messo il cuore a fare vedere quel tondino che per loro doveva essere il sole tamiflu generic.

Paola e le sue amiche hanno creato il loro vivacissimo angolo, Enzo e Malick più che mai coinvolgenti, la signora Min e tutte quelle faccine con occhi a mandorla hanno quasi commosso (commozione scomparsa quando hanno dato l’assalto ai dolci).

Luca ha fatto di nuovo strike e non si capisce come riesca con quei vecchi pezzetti di cartone che poi prendono anima con tre strane parole .

Il racconto di Casaralta, là sul muro, ha fatto di nuovo battere i vecchi? cuori.

La banda Puccini (Puccini Brass), con quel mettersi a cerchio in un angolo del triangolo, ha creato un momento intenso di partecipazione che ha catturato l’attenzione anche dei più distratti. E Sabattani con la sua accattivante gestualità (e chiaramente non solo) ha trascinato. Pure io ero a schioccare le dita con la famiglia Adams.

Tutti  ristoratori, pizzaioli, pasticceri, fornai (Ro’ Coco, Koko, Snoopy2, Carusi, Centro Montanari, Millevoglie, Naveed, Adal Ristorante Africano, Arte Bianca, Susanna Pucci), senza trascurare il centro servizi (tavole e sedie) Arci Fontana, si sono dimostrati di gran cuore.

La festa sono state soprattutto le persone che l’hanno frequentata, in modo tranquillo, sincero, lasciandosi chiacchierare ed è questo, forse, il tratto che maggiormente vale la pena sottolineare.

Tanti gruppetti che, spizzicando, parlavano tra loro e un po’ per volta con gli altri. Mentre verso sera, al di là del muro, le foglie di un grande albero si muovevano al vento.

Un festa semplice, senza cerimonie, con le persone di tutti i giorni (della zona e non) che stavano assieme, sedute sulle due panchine e le ventisei sedie (quelle fortunate) e tante sul muretto, e tante ancora in piedi, con il piacere di sentirsi assieme a fare scorrere, senza impicci relazionali, una o due ore.

Una bella esperienza, su cui dovremo ancora riflettere per vedere come riproporre (anche più spesso?).

Infine un bel grazie a tutti noi e, in particolare, non dico a chi.

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